Sabato scorso i pescatori sportivi dell’associazione Apsd Valli del Soligo hanno organizzato un pomeriggio di pesca alla trota rivolto ai bambini del territorio ed ai ragazzi dell’Associazione Fabrizio Viezzer OdV.

Da giorni c’era un grande fermento per questo appuntamento nella Comunità “Una casa tra le case” e ragazzi si sono presentati puntuali presso il laghetto Modolo a La Bella. Dopo le presentazioni di rito, uno alla volta sono stati accompagnati vicino alla sponda e con l’aiuto dei pescatori, che  hanno messo a disposizione canna ed esca, hanno iniziato la loro avventura. Una volta preso dimestichezza con l’attrezzatura, i primi pesci hanno cominciato ad abboccare e con grande soddisfazione sono riusciti a prendere quattro trote ciascuno!

Alla fine dell’intenso e proficuo pomeriggio di pesca ci sono stati offerti i panini e le bibite che sono stati divorati dai novelli pescatori!

Non possiamo che essere grati ai Soci delle Valli del Soligo per le bellissime ore passate in loro compagnia, un bellissimo gesto che tra i ragazzi ha avuto un notevole successo! Ora dobbiamo pensare come organizzare una festa con una bella grigliata di trote e insalata dell’orto della Comunità.

Grazie davvero per averci dato questa possibilità, vi aspettiamo a visitare la nostra Associazione, la casa con tutti i nostri progetti, ma soprattutto lle persone che vivono con noi. Un grazie particolare al Presidente di Apsd Valli del Soligo Stefano Magagnin, al vice presidente Sergio Busetto, al Sindaco di Miane Denny Buso, che è passato a farci visita, ad Emanuele di Niagara Sport e a tutti i soci pescatori che si sono prodigati per la buona riuscita della manifestazione. Grazie anche a Banca Prealpi per la grande sensibilità nei confronti del sociale.

Associazione Fabrizio Viezzer OdV

Il nostro “ricercatore” trova tutto, Giulio, è rimasto fin da subito entusiasta ed ispirato dalla “Grande oca” (cioè il Gioco dell’oca, in dimensioni gigantesche – figure da 120 x 100 cm – con pedine umane) creata e promossa dalla Pro Loco di Cornuda.

Presi i contatti con il Presidente Andreatta e avutane la piena disponibilità,  domenica 27 giugno (dopo alcuni rinvii a causa del cattivo tempo), tutti noi della Comunità alloggio “Una casa tra le case” e dei Gruppi appartamento, divisi in sei squadre, contraddistinti da cappellini con i relativi colori, abbiamo data vita ad una vera gara per raggiungere la meta, l’agognata casella 63!

E’ stato davvero bello lanciare i grandi dadi e far muovere il compagno che faceva da pedina, messo in campo da ogni squadra.

Ha vinto la squadra “gialla”  (Erika M. – Clara e Giuseppe) ma, alla fine, siamo risultati tutti vincitori, avendo trascorso un pomeriggio in allegria, immortalati anche dal drone che girava sopra le nostre teste, durante il percorso.

E’ venuto anche il sindaco Mattia a divertirsi con noi.

Tutti assieme, poi, abbiamo dato vita ad un “Nutella Party” copiosamente rifornito- grazie al LIDL di Soligo, che ci ha offerto la materia prima, con la fragranza del pane fresco.

Abbiamo terminato la giornata con musica in allegria e con la speranza che questa iniziativa possa essere vissuta all’esterno, in paese, perché è veramente un’occasione di festa, per grandi e piccini.

 

 

Guarda il video!

L’attesa dura un anno, ogni anno, da dodici anni!
E’ l’evento “Musica sotto le stelle” che si realizza nel giardino della comunità alloggio “Una casa tra le case” di Soligo, che attrae tutti e colora di gioia questa serata.
Quando i ragazzi ed i giovani dell’Associazione Musicale “Toti Dal Monte”, accompagnati dai loro maestri, intonano le loro canzoni, tutti noi siamo sollecitati a cantare assieme a loro. Cantare è un termine un po’ impegnativo, per come noi riusciamo a realizzarlo! Le nostre stonature sono recepibili anche da chi porta i tappi nelle orecchie ma, noi, continuiamo a cantare assieme a loro (che comunque ci sopportano con grande fair play).
Quest’anno verranno a coinvolgerci nel canto lunedì 2 agosto, alle ore 20.45.
Purtroppo la situazione Covid ci costringe a contenere le nostre esuberanze, così come ridurrà il numero delle persone che potranno accedere al nostro giardino.
Per quest’anno, ma siamo sicuri che sarà l’ultimo con queste limitazioni, coloro che intendono unirsi a noi devono prenotare la presenza ed aver ricevuto almeno una dose del vaccino o essere guariti dal Covid ed essere muniti di mascherina.
Noi, intanto, siamo impegnati ad imparare la canzone “Notte di mezza estate” di Alex Britti e Edoardo Bennato, che eseguiremo coralmente con i giovani della “Toti Dal Monte”, non solo con tutta la nostra voce, ma accompagneremo il tutto con la gestualità che il testo suggerisce.
Buon divertimento a tutti.

Finalmente siamo ripartiti con il progetto Exodus, anche se in forma ridotta, i 7 ragazzi che frequentano li abbiamo divisi in due gruppetti, con tutte le precauzioni ed attenzioni del caso, sabato mattina ci siamo trovati con il primo gruppo.

Abbiamo colorato dei disegni con il tema dell’estate e abbiamo abbellito la nostra sala, i ragazzi erano molto emozionati di ricominciare.

E’ stata una bella mattinata.

I volontari di Exodus

Con Maura le ragazze del gruppo appartamento sono state impegnate per diversi mercoledì pomeriggio.

Il loro progetto “artistico” era quello di trasferire il testo di una frase significativa sul muro posto all’ingresso dei gruppi appartamento, ma ben visibile anche per coloro che entrano nella comunità alloggio o nel laboratorio.

 

E’ una frase nata nelle riflessioni di gruppo, che sintetizza lo stile e l’impegno che ognuno deve mettere in atto quando condivide esperienze di vita significative. Il soggetto del discorso è il “bene”, da intendersi un tutto con ciò che possiamo, con quanto siamo / abbiamo a disposizione, dove siamo, cioè nel concreto vivere più vero.

E’ possibile farla propria e condividerla, perché il valore del bene è solo valore da vivere tutti i giorni, in una Associazione di volontariato o in una Cooperativa sociale, ma anche nella società in generale.

Ma, oltre al significato che intendiamo attribuire al nostro lavoro, dobbiamo qui far menzione di una messaggio che Maura ci ha fatto pervenire.

“Cari amici, vi ringrazio per l’esperienza indimenticabile che mi avete donato. Non vi nego che ho gli occhi lucidi; avrei voluto che durasse di più. Mi avete accolta, coccolata e regalato momenti indelebili. Grazie, siete una famiglia unica”.

Anche in questa occasione riceviamo la gratitudine di chi si è impegnato, ha dedicato del tempo e le personali maestrie (e Maura nel campo grafico – e non solo – ne ha davvero tante!), proprio a dimostrazione che fare del volontariato fa bene a tutti, è un dono reciproco. Nel contempo è un invito per ciascuno di noi per liberarsi di tanti orpelli che intristiscono la vita e rendersi capace di donare del proprio tempo. Con la consapevolezza che riceverà molto in cambio.

PASQUA: …… di attenzione e solidarietà

  • “Con gli amici di Una casa tra le case, ho assaporato la felicità …” (Nicola).

  • “Questi giovani riescono sempre a coinvolgerci ed a trasmettere tante emozioni, nonostante i momenti di difficoltà. L’accoglienza che ci riservano ogni volta è sempre strepitosa. Sono persone incredibili e sono un bene prezioso per la nostra comunità …” (Sindaco e Assessore al sociale del comune di Farra di Soligo).
  • “Grazie a tutti voi per esserci. Un abbraccio …. (Flora).

Leggendo e facendo nostre queste espressioni viene da pensare che le persone che vivono nella comunità “Una casa tra le case” hanno reso un qualche servizio, dato risposta ad un bisogno con qualche lavoro, collaborato in qualche iniziativa. Sarebbe certamente un’azione educata, corretta, che esprime la personale gratitudine.

Così non è! Le carte sono ribaltate: tutti noi abbiamo ricevuto e apprezzato tantissimo, quanto queste persone ci hanno offerto in questo periodo, la loro maniera di essere solidali, di voler camminare con noi.

La solidarietà, infatti, si sostanzia nella presenza, non nella sola manifestazione di un pensiero, pur sempre apprezzabile, ma spesso non pregno di un’azione solidaristica.

E’ per questo che tutti noi siamo grati a queste ed alle tante altre persone che, in particolare nell’attuale difficile situazione, hanno continuato a far sentire la loro presenza, ad incoraggiarci, tanto da ringraziarci per esserci!

 

Queste azioni, e molte altre che da sempre viviamo e che ci spingono a perseverare nel nostro impegno, sono una vera ricchezza per l’intera società, sono azioni di valore perché nascono dal cuore ed esprimono il desiderio di condivisione per la vita di ciascuno.

 

Noi, pur sapendo che non è sufficiente per essere riconoscenti, esprimiamo tutta la nostra gratitudine, per quanto ci hanno offerto, rendendo più bello e sereno il periodo pasquale: diciamo loro un grande grazie!

Vogliamo che la nostra gratitudine sia luce che guida il cammino sulla strada della vita che, così, sarà più bella e realizzata per ciascuno e per tutti.

 

La nostra Diocesi, con fondi CEI provenienti dall’otto per mille, ha elargito un contributo di € 5.000 a favore dell’Associazione F.Viezzer OdV di Soligo, per il completamento degli arredi nei due Gruppi appartamento.

E’ stato così possibile mettere a disposizione due ambienti che, seppur arredati con sobrietà, offrono a 5 donne e due uomini di vivere con tutto il necessario e, soprattutto, di sperimentarsi nelle autonomie quotidiane.

E’ altresì incoraggiante sentire che la Diocesi segue il nostro cammino e continua ad essere con noi solidale, anche in quest’anno di particolari criticità. Grazie.

Quando domenica mattina tua sorella mi ha comunicato che “eri andata avanti” ho avuto un sussulto nel cuore ed in tutte le membra del corpo. Sgomento e pianto sono state le reazioni che la notizia ha provocato in me.

Ma, nello stesso tempo, conoscendoti bene per tutti gli anni che abbiamo condiviso nella nostra grande famiglia, ho teso l’orecchio dell’anima e ti ho sentita intonare questo canto:

Ho lottato tanto in questo giorno

            ho sofferto tanto in questo giorno

            ne ho vedute tante,

            ne ho vedute tante in questo giorno.

            Ma ora voglio addormentarmi

            fra le tue braccia, o Signore,

            sicura che domani, che domani

            sarà un giorno migliore.

E allora mi sono sentito stimolato a ricordarti nei molteplici aspetti della quotidianità che, reciprocamente, ci hanno permesso di conoscerci e capirci.

Devo quindi  far memoria di alcuni fatti, che oggi assumono un significato ulteriormente importante dentro di me. Per alcuni di questi devo chiederti scusa e, per altri, ringraziarti.

> Tanti anni fa, tua mamma Gina, aveva espresso il desiderio affinché tu partecipassi alla messa di prima Comunione. Io non ho potuto dirle la verità, anche perché fino a quel giorno non sapevo che tu non avevi fatto la prima Comunione, ma sapevo che avevi comunque ricevuto il Sacramento durante i nostri soggiorni estivi a Cesena. E Gesù, allora, non si è di certo lamentato di quelli incontri ravvicinati. Ora, poi, vi trovate faccia a faccia e credo ti dirà: “…. ora mi ricordo”!

> Sono stato con te molto insistente, quasi stressante, chiedendoti di dirmi “ciao”, la parola che ancora ti riusciva di pronunciare. E ti rinfacciavo il numero di tutti i giorni trascorsi dall’ultima volta che mi avevi salutato con questa espressione (con gli occhi, invece, mi salutavi sempre, ogni volta che ci incontravamo). Ma io, l’hai capito anche tu, sono esigente e non voglio lasciar perdere nessuna occasione, soprattutto se ci far star bene.

> Devo anche dirti che mi risuona non solo nelle orecchie, ma nel cuore, l’ultimo “ciao”, anzi i due “ciao” che hai pronunciato, sabato 16 gennaio, alla sera, all’interno del pronto soccorso di Conegliano. Il primo “ciao” era tutto per me, sussurrato sottovoce,  mentre il secondo era per tutti noi. L’hai urlato a piena voce al telefono, per salutare gli amici di “Una casa tra le case”, con i quali eravamo collegati. E’ stato un “CIAO” dirompente, tanto che infermieri e medici presenti nel reparto si sono tutti girati verso di te, increduli, sorpresi e sorridenti.

Dicevo che era il CIAO per tutti noi, cioè per tutte le persone che hai conosciuto in questi anni, ma che fa bene al cuore anche a chi non ti ha incontrata e non ha goduto di questo semplice ma significativo saluto.

> Devo anche chiederti scusa per tutte quelle volte che ti vedevo triste e sofferente e non ho trovato del tempo da condividere con te. Mi sento veramente in colpa, perché un tuo sorriso ha sempre avuto  l’effetto di rendere bella la mia giornata ed anche quella successiva. Quante occasioni si perdono nella vita!

Avrei tanti altri motivi per chiederti scusa, ma preferisco invece esprimerti la mia sincera gratitudine, per moltissimi altri motivi.

> Grazie perché mi hai insegnato a dare valore alla vita, in tutte le sue espressioni e vicissitudini, in ogni età. Dirai che a volte è complicato definirla “dono”:  ma altro non è per ciascuno di noi e ognuno deve viverla pienamente, fin tanto che commina su questa terra.

Durante il tragitto ci possono essere degli inciampi, che complicano il procedere spedito, ma rallentando il nostro passo offriamo l’opportunità di far riflettere ciascuno sulla caducità di questo prezioso bene. Le tue difficoltà mi hanno stimolato a ringraziare il Padre  per tutto quanto il bene che ho ricevuto e, nello stesso tempo, mi hanno spinto a fare rifornimento di  benzina nel mio essere, per tentare di camminare sempre più vicino e assieme a quei compagni di viaggio che hanno l’andatura meno spedita. Ho capito che tutti possiamo essere persone con disabilità, ma che le abilità possedute da ciascuno colmano e sopravanzano quel poco che magari ci manca.

> Grazie per il calore e l’amicizia che hai regalato stringendo le mani di Angelo e di Lisa, quando vi trovavate con le carrozzine …. a portata di mano: strette a lungo, accompagnate dal sorriso, quasi con il desiderio di non staccarle più.

> Grazie per l’esempio che abbiamo ricevuto dai tuoi familiari. Quanti sguardi comprensivi e benevoli di tua mamma Gina e quanta compagnia dai tuoi familiari tutti, ogni volta che venivano a farti visita. Anche se non vivevate assieme, sentiranno le loro case e le loro famiglie più vuote: manchi tu.

> Grazie per l’attenzione e la pazienza professionale riscontrata negli operatori che ti hanno seguita in questi anni: aiutarti a mangiare, farti fare del movimento, fare qualche gioco assieme, accudirti nell’igiene personale, sono state occasioni di profonda umanità e vicinanza che molti hanno sperimentato e vissuto con te.

> Grazie, (dico infine, perché l’elenco sarebbe davvero più lungo) per la tua presenza in “Una casa tra le case” e nel “Centro Diurno Soligo”. Accompagnare la tua quotidianità, cercar di capire i tuoi bisogni e le tue attese, condividere momenti di gioia e di sofferenza che giornalmente si alternavano, è stata per tutti sperimentazione di vera umanità, di speranza, di attesa e di vita bella.

Non puoi nemmeno immaginare quanti amici e quante volte mi hanno chiesto: “Come sta Titti, quando possiamo andarla a trovare, quando viene a casa ….?” Tutti con la speranza di continuare a condividere giornate, mesi ed anni. Così non è stato, ma non si è interrotto il nostro rapporto.

Noi continueremo ad esserti grati per quanto da Lassù, a cui spesso rivolgeremo il nostro sguardo ed i nostri pensieri, saprai indicarci e soprattutto donarci protezione.

Ciao, Titti!

Il Papa, facendo una riflessione ad alta voce sulla attuale situazione pandemica, così si è espresso: “Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.

E’ davvero stimolante e illuminante quanto papa Francesco propone, per l’atteggiamento da assumere e per le azioni che dobbiamo intraprendere ora, durante e nel post pandemia.

Sembra quasi che si rivolga in particolare a tutti quelli che, come noi, nella Comunità alloggio “Una casa tra le case” di Soligo, hanno vissuto quasi per un anno (per alcuni di noi sono esattamente 341 giorni!) con le limitazioni richieste con il Covid 19. E ancora “perseveriamo” nell’attesa: “Non esiste un unico giorno, anche domani il sole risplenderà”.

E’ stato un anno veramente difficile, anche se evidenziamo che il “nemico” non è venuto a farci visita e finora siamo riusciti a tenerlo fuori dalla porta. Però, dover rimanere in casa distanziati, con la mascherina, senza l’incontro con i familiari e gli amici, ci ha privati dei valori fondamentali dell’amicizia, del calore dell’abbraccio e di molte certezze e autonomie acquisite, in un cammino che si snoda su molti anni di attività e di impegno.

E’ stata soprattutto l’interruzione della frequenza nei Centri diurni, dei tirocini e delle attività di animazione del tempo libero (palestra, nordic walking, feste ….) che ci ha posti in condizione di “raffreddamento” delle relazioni e di indolenzimento fisico e psicologico, che dobbiamo ora necessariamente e urgentemente recuperare. E non sarà facile!

Abbiamo capito tutti che abitare in una Comunità alloggio, pur con tutti i valori ed i vantaggi della convivenza, non è vivere in una “riserva”, dove non c’è preoccupazione per il domani. La vita in Comunità è vita bella se allarga costantemente gli orizzonti, il cerchio delle amicizie, le relazioni con l’intero territorio; molto di questo ci è mancato in questo periodo.

Abbiamo, però, anche avuto la possibilità di sentirci presenti e considerati in molte delle attività che il “sociale”: Comuni, Associazioni, singole persone … hanno progettato e realizzato in questi tempi. Ci hanno sostenuti con azioni concrete e pensieri di vera amicizia e solidarietà. E’ un debito che abbiamo accumulato e che, ne siamo ben coscienti, restituiremo iniziando dal primo “giorno utile”: ringrazieremo per la vicinanza che hanno saputo esprimere nei confronti nostri e di molte altre persone in difficoltà.

Faremo esercizio della gratitudine, per raggiungere tutti quanti.

Ora, tutti, abbiamo effettuato la prima vaccinazione, con la consapevolezza e la speranza di abbreviare i tempi per “uscire”, per riprendere quanto già facevamo, ma anche con l’impegno di andare oltre, di imitare quanto avviene in natura: il freddo dell’inverno o la siccità estiva mettono a dura prova le piante, le costringono a rallentare il proprio ciclo vitale, per poi farle esplodere in germogli e fiori, appena la stagione permette tempi propizi.

Noi, che trascorriamo molto tempo in mezzo alla natura, queste cose le abbiamo capite e le stiamo imparando. Ora cercheremo di metterle in pratica, con speranza e ottimismo.

Associazione Fabrizio Viezzer OdV

Un caro amico è …. andato avanti!

In pochi giorni ci ha lasciati tutti ammutoliti, con il nodo alla gola e le lacrime agli occhi.

Noi di “Una casa tra le case” e l’Associazione Viezzer di Soligo (e tutto il nostro paese) ci siamo trovati senza Renato, una persona che ci è stata a fianco da sempre, non come volontario volenteroso e sempre disponibile, ma come vero amico e compagno di viaggio.

Non è così facile incontrare una persona che, dopo aver lavorato intensamente per tutta la vita ed essersi impegnato nella famiglia, continua a …. operare con e per gli altri, proprio per offrire la propria umanità a ciascuno.

E allora, ogni volta che rimembreremo a pieni polmoni  il profumo intenso del suo pane, appena sfornato qui da noi, saremo invitati a pensare che donare è sentimento e impegno umano profondo, spazio di vita per tutte le persone che non vogliono immiserire la propria esistenza nelle facezie quotidiane.

Il pane di Renato

Renato, ci hai insegnato che l’amicizia si costruisce giorno dopo giorno, con la pazienza, la presenza e l’impegno concreto. Ed è per questo che noi continueremo a sentirti presente e vicino, sicuri che dal paradiso dei beati continuerai a guardarci con occhio benevolo e proteggere il nostro domani, ora così incerto.

Ciao Renato.